martedì 22 settembre 2009

Dioniso


Ho il sangue.
Dicevo cosi quando cadevo e mi aprivo la sottile buccia del ginocchio.
Anche oggi ho il sangue.
Ho il sangue addosso.Mi scivola sulla guancia e si mescola al sudore.
Ho i capelli appiccicati alla fronte.Sottili corde rosse di sangue.
Sangue come fango nei miei capelli.
Ho la camicia rossa,calda e umida.Ho le unghie luride di croste nere.
Ho il sangue.Ho gli occhi sfiniti mentre mi guardo allo specchio.Ho gli occhi di chi ha fatto sesso.Di chi ha lavorato con sudore e con gioia.
Ho il sangue ovunque.Profumo di ferro.
La mia bocca sa di ferro.I miei capelli hanno il profumo gelido del ferro.
Sono un sacerdote Maya.
Sono un danzante rituale tribale alla fine suo ritmo.
Sono un soldato alla fine del suo lavoro.
Sono Carrie all'apice della sua rabbia.
Sono il contadino con la testa del maiale in mano.
Stanco sotto la doccia,un densa acqua rossa bagna le piastrelle bianche delle sue pareti.
Se ne va cosi quel sapore di aria e di ferro che riempiva il mio naso.
I miei capelli tornano chiari.La mia pelle perde il profumo.
Torno un verme nudo e pulito.
Finisce cosi il battito vitale.Il ritorno alle origini.
Con un sorriso sereno.

giovedì 2 luglio 2009

Non ti scordar di me




Stasera appena finito lavoro,buttato sulla mia poltrona mentre mangio la mia insalata di riso,accendo la tv dopo un bel po' che non lo facevo e scopro una trasmissione carina,guidata dal punk di una volta Enrico Ruggeri.
Si parla di misteri.Ottimo.
In prima serata,una guida turistica in uno dei luoghi piu "belli" e significativi d'Italia.
La cripta dei cappuccini di Palermo.
Una galleria di tufo scavata sotto un convento nella quale dormono il loro sonno ottomila salme,molte delle quali ancora ben conservate.
I primi corpi vengono riposti nel 1599:una quarantina di frati precedentemente sepolti in una zona diversa.Nel tempo e nei secoli molti altri cadaveri giungono a fare una eterna compagnia ai vecchi cappuccini.Non solo frati giungono in quel luogo ma anche laici benefattori e bambini.E' proprio il corpo di una bambina di due anni,la meglio conservata.Una bimba che,trattata in maniera perfetta dall'imbalsamatore,dorme il suo sonno senza fine gia' da 89 anni nella sua infanzia cristallizzata non dalla morte ma dalla mano dell'uomo.

Un lungo corridoio,silenzioso e lontano dallo scorrere della vita.Una sorta di museo della morte dove finalmente il tempo raccoglie il suo valore e si riverbera in pose eterne,non in un vanto estremo come racconta in TV il vecchio Ruggeri ma in una pace estrema ed in un altrettanto estremo monito.
Il mai dimenticato "ricordati che devi morire".
Andate a segnarvelo nel calendario che e' meglio.

Nonumano



Ok
e' ovvio,la bellezza esiste.Esiste eccome.Come negare che l'essere umano abbia emanato creature perfette,splendenti,conturbanti,pulite.Ora non so se esista una assoluta ma non si puo negare che la bellezza esista.
Ma questa e' una visione relativa delle cose.Siamo umani e ragioniamo da umani.Dentro di noi c'e,impresso a fuoco,la prospettiva dell'essere uomini.
E se provassimo per un momento,con uno sforzo titanico,come qualsiasi atto contronatura,a emanciparsi dalla nostra visione tipica delle cose.Tentare di strappare quella griglia di coordinate comuni attraverso la quale siamo costretti a guardare.
Se ci riuscissimo quale risultato otterremmo?
Immaginiamo per un momento di non avere mai avuto un corpo,e di non sapere cosa sia.Immaginiamo di provenire da altre realta',da altri pianeti e incontrare un essere umano.
Guardiamoci.Un blocco semisolido dal quale spuntano quattro protuberanze lunghe e dai movimenti confusi.Alle estremita di ognuna altre cinque piccole escrescenze.Il tutto rivestito da un tessuto spugnoso e spesso unto dal colore indefinito e indefinibile chiamato pelle.Una palla nella quale compare un buco umido chiamato
bocca.
Due sfere bianche compaiono da altri due strappi.Due scarabocchi di carne chiamati orecchie.Una protuberanza ossuta e bucata chiamata naso.
Emaniamo spesso sostanze liquide,rosse bianche incolori...
Una specie di sacco puzzolente contenente una serie di masse bagnate chiamate organi.
Ad ogni sollecitazione,suoni confusi e atroci escono da quella ossuta voragine chiamata bocca.
Beh insomma,quantomeno siamo bizzarri.Pensiamoci bene.
Da un punto di vista meno umano,non siamo certo immagine di bellezza.
Dovessi pensare da non-uomo alla bellezza penserei ad un albero.
Titanico,solido,ruvido come i suoi anni di esperienza,silenzioso fiero e immobile qualunque cosa succeda.Vero dominatore della terra.Bello in senso piu assoluto.
Ma pensandoci bene resta un simbolo di bellezza assoluta anche pensando da umano.

mercoledì 1 luglio 2009

Morfina amore mio




La prima cosa che sento appena apro gli occhi e'"morfina".
La seconda e' "riduzione anale".
La prima mi piace,la seconda meno anche se non capisco che significhi esattamente e se riguarda me.
Non ho la forza ancora per cercare di vedere l'entita del lavoro che e stato fatto su di me,anche perche in realta' non ho bene idea di cosa mi sia stato fatto.
Non mi importa molto,gia ho pronte storie di risse e accoltellamenti da raccontare per giustificare le cicatrici.Chissa chi ci caschera'.
Non so perche ma una delle prime cose che mi saltano in mente sono quei film porno ospedalieri dove ogni paziente ha la forza di darsi da fare con le infermiere.
Dovrei farmi lasciare un po di preanestesia.Bella esperienza.L'anestesista,mentre la stanza mi ruotava lentamente attorno e il cervello si faceva piu morbido ha voluto mettermi i Pink Floyd per farmi provare l'effetto.Non male direi.
E' mezzanotte piu o meno e fuori c'e una tiepida serada primaverile,ma dal mio posto letto semvra una di quelle sere invernali che sembrano fatte apposta per farsi coccolare daun avvolgente calore amniotico.
Sembra tutto perfetto.Poco importa se sei stato aperto e tagliuzzato all'interno per quattro ore.Nessun peso mi danno i tre tubi che liberi si piantano nella pancia per drenarmi le schifezze che galleggiano tra fegato e budella.Quasi non mi accorgo del tubo che dal naso mi arriva allo stomaco.Non e' un mio pensiero per ora.Nemmeno quella cannetta di gomma nel cazzo mi da fastidio.Poco importa se nei giorni a seguire ogni spostamenti del sacchetto del piscio mi tirera la prostata e tutto il resto.Poco importa anche se sedermi a letto sembrera la scalata di un everest.
Ora quello che importa e' il residuo del potente oppiaceo che mi rende cosi sereno da non voler mai che finisca la notte.Quel sacchetto bianco di antalgica rende il mio corpo qualcosa di inutile.Non importa se nei giorni a seguire ogni suono lontano dai corridoi mi si formera in immagini assurde nel cervello,e se allucinazioni di insegne colorate,figure al neon e voci inesistenti tormenteranno i miei riposi.
Quello che conta ora e' un sonno perfetto.Tornare bambini e sereni e dormire una notte lunga e dolce,quasi sorridendo sotto la maschera dell'ossigeno.

venerdì 27 febbraio 2009

NESSUNA MALATTIA NESSUNA GUARIGIONE


Ok
non dovrei nemmeno sprecarci tempo,pero' a volte ci sono atteggiamenti che proprio mi fanno cadere
tutto.
E allora tocca parlarne.Ebbene si:Sanremo.
O meglio non e'che adesso inizio a parlare di Sanremo in senso stretto,ma riguardo le reazioni e le polemiche attorno
alla ormai nota (quanto innocua) canzone "Luca era gay" di mister Povia.
Gia un mese prima della manifestazione giravano voci incontrollate riguardante sto pezzo.
Sembrava essere un testo omofobico dove compariva la parola malattia e la parola guarigione...
apriti cielo,scandalo a corte etc etc
e io gia mi divertivo pregustando atroci piagnistei e capelli strappati.
Arriva poi il momento di cantarla sta canzone e sorpresa:niente di omofobico,niene di niente.
Soltanto una storia di una sessualita' confusa,di una esperienza di vita come tante.
Forse a disturbare e' il fatto che non sia un etero a scoprirsi gay ma viceversa,anche perche in quel caso
Povia sarebbe stato certamente un artista sensibile.
"Nessuna malattia,nessuna guarigione" recita il testo.
Ma ovviamente la polemica continua.
L'arcigay (e con essa tutti gli "intellettuali") si scaglia contro i "biechi stereotipi" raccontati in quel pezzo
che ferirebbero la lotta all'omofobia.
Psicologia da quattro soldi si dice...mah forse.A me e' semplicememte apparsa come la storia di un ragazzo
che si autoanalizza,forse sbagliando su se stesso,ma tant'e.
"Si canta il sentimento di vergogna dell'essere omosessuale,giocando sulla pelle di chi lotta invece per l'orgoglio gay."
Ma anche qui,tocca ripetersi,solo una storia di un ragazzo con delle difficolta interiori,nessun orgoglio,nessuna lotta
nessuna chiacchiera.Una storia di fragilita'.Nessun senso di colpa nell'essere gay,bensi la confusa storia personale di un uomo.
"Povia e' un furbo,sfrutta la polemica per il successo."
Probabile,ma se devo fregiare dell'onoreficenza di furbo lui,oppure Pupo e co. che canticchiando una canzone da oratorio
parlano (ancora) di "opportunita'",beh...allora si Povia e' molto piu furbo.
"Povia canta una retorica insopportabile".Calando il tutto nella retorica insopportabile del festival creata per il pubblico del festival (pubblico che evito di commentare)
non ci vedo nulla di strano.
La vita e' fatta anche di questo,di omosessuali che scoprono di non esserlo.Di gente che vive con disagio la propria sessualita' non in quanto tale,ma come
parte di una vita confusa e con dei nodi da sciogliere.
E questo,con buona pace dell'arcigay,continuera'finche si polemizzera' ogni volta che viene nominata la parola "omosessuale" senza il benestare delle autorita'.
O fino a quando si accusera di parlare per biechi stereotipi sull'omosessualita',per poi trascinare in piazza le stesse macchiete con gay pride et similia.
Quello si fa davvero male alla lotta di chi vorrebbe essere semplicemente un uomo aldila' della propria sessualita'.
Quando l'omosessuale riuscira' ad applaudire la storia di un gay che si scopre etero,allora si, la lotta dell'orgoglio gay si potra' dire compiuta.

venerdì 6 febbraio 2009

Eterno ritorno



"Non è morto ciò che in eterno può attendere. e con il passare di strane ere anche la morte muore"
Lovecraft

La nostra esistenza e' come una fetta di pellicola.Una sorta di film,dove
una volta partiti i titoli di coda non ti puoi godere gli applausi,ne pensare a
cio' che hai fatto e a cio' che hai visto.
Una volta una persona a me molto cara disse che temeva la morte perche "voleva vedere cosa succede poi.."
una frase dolce,ingenua ma che racchiude tutta l'afflizione di una vita che si interrompe.
Chi non ha mai sognato di attraversare le ere,gli avvenimenti, i cambiamenti
di superare il peso del tempo della corrosione del decadimento delle carni.
Certo se cio' fosse possibile,avremmo finto di essere uomini,e saremmo solo parte dello scorrimento eterno delle cose.
La nostra umanita' in fondo e' racchiusa tutta in quell'affacciarci dall'assenza ontologica verso l'essere
delle cose,percependone la presenza.E' bene quindi che rimanga un desiderio.
Detto questo,pare che la natura di questo pianetino ci riservi sorprese.
Recentemente e' stata divulgata una notizia importante per la sua valenza scientifica.
Una piccola medusa.Una sacchettino di nemmeno 5 millimetri,ma forte da poter sorreggere eoni.
Ogni forma di vita nasce si evolte,si riproduce e poi muore..e qui entra in gioco la piccola
Turritopsis nutricola.Si perche lei non muore.Lei torna indetro.Riavvolge il nastro e rimette play.
Adagiandosi sui fondali marini torna allo stato giovanile.Questo significa che potenzialmente e' eterna.
E infatti ora gli studiosi si stanno accorgendo di una silenziosa ma inesorabile invasione nei nostri oceani.
Una continua riproduzione di esserini eterni.
Quanto mi piacerebbe sapere se mentre il sangue di Cesare macchiava le sue vesti qualcuno di queste creature
che oggi galleggia placidamente nel mar dei Caraibi,gia dormiva nei fondali il sonno rigeneratore,e chissa
se quando saremo in pochi a brulicare la crosta nuda di terra,il mare sara troppo piccolo per contenerli.
E chissa se qualche pazzo rubera il segreto della vita eterna a quasti meritevoli esseri immortali.
Gia abbiamo rubato il fuoco.Come dono divino ci deve bastare.

martedì 27 gennaio 2009

Clémentine



Da bambino,durante un placido pomeriggio vidi alcune puntate di una serie a cartoni animati davvero strana.
Da che ricordi sono sempre stato affascianto dall'oscuro e dal bizzarro e quello in cui mi imbattei mi inquieto' profondamente.Negli anni cercai di recuperare qualcosa a riguardo ma niente.Mi restavano solo alcune disturbanti immagini e un nome:Clémentine.
Solo di recente riesco a scoprire qualcosa a riguardo.
La storia si ambienta nei primi del '900.Una bambina,Clémentine appunto,e suo padre Alex,pilota areonautico scoprono un circo dove il proprietario maltratta gli animali che si esibiscono.La decisione che la bambina prende e' quella di liberare gli animali prigionieri.Cosi facendo pero' ostacola gli oscuri piani di Molache,il proprietario,che in realta' si rivela essere subito il servitore di un demone,tale Malmoth.

La vendetta di Molache sara terribile.In uno dei voli con il padre,servendosi delle forze infernali provoca un incidente che priva la bimba dell'uso delle gambe.
Questo e' l'episodio che ricodo di aver visto da bambino.Enormi alberi e nuvole nere con tremendi occhi rossi ostacolano il volo dell'aereo fino a farlo precipitare.
Il sadismo di Molache non finisce qui.Sostituira il medico curante di Clémentine,con un suo servitore dando l'incarico di ucciderla.Il piano fallira' grazie all'intervento di una misteriosa entita',Chimera,che appare come una donna dai capelli viola.Qui inizia un viaggio mistico tra mondo reale e onirico,muovendosi nello spazio e nel tempo,sfuggendo e lottando contro il demone Malmoth assieme a Chimera.In questi "viaggi" incontrera' parecchi personaggi del mondo reale e della fantasia (Pinocchio in Italia).
TErrificante l'immagine del demone Malmoth,che compariva sotto forma di corpo in fiamme.Inquietante lo svolgersi della storia e traumatizzante per la crudezza.Probabilmente l'unico esempio di cartone animato con protagonista una disabile,conto la quale il demone scaglia tutte le sue forze diaboliche,evocando spiriti di uomini morti maledetti,combinati con corpi di animali e insetti...
Inutile dire che la serie raccolse una bella sequela di critiche,sia per il contenuto eccesivamente inquietante,sia per la difficolta di alcune puntate,piene di simboli e riferimenti culturali fuori portata per bambini.Senza contare la perdita dei cari di Clémentine durante lo svolgimento della serie.
Nella prima puntata la bimba si trova tra le braccia un cucciolo morente vittima delle sevizie di Molach.
In un altro episodio viene scatenato un incidente ferroviario in stazione per uccidere Clementine.

Che dire...un sinisto ricordo dal mondo dei cartoni animati che sicuramente non rivedremo in Tv.

Il primo episodio e' del 2 Ottobre 1985 e il creatore, Bruno-René Huchez,dice di aver preso spunto da ricordi di infanzia....mah.