domenica 23 marzo 2008

Rosa magnetica


Perdersi per sempre nello spazio.
Un sogno senza possibilita' di realizzazione per me.Forse un giorno a qualcuno capitera'.
Quando i viaggi spaziali arriveranno a spingersi oltre i confini del sistema solare,magari una avaria spingera' qualcuno verso il vuoto.
Un solitario viaggio verso il precipizio senza direzione,senza soluzione.
La cosa che piu di ogni altra mi fa soffrire e' che i confini del sistema solare non li varchero' mai.Non vedro' mai cosa c'e oltre la nostre povera galassia del quale fulcro a volte vediamo l'ombra nelle notti limpide.
Chissa in che modo scaldano le altre stelle.Chissacon quale colore illuminano le altre luci.Lo spettacolo delle nebulose rimarra' per sempre una immagine,una foto,e un enigma per me.
Non verro' mai inghiottito dal mistero di un buco nero.Non assistero mai alla nascita di una stella e alle piu grandi catastrofi di corpi celesti in collisione.
Non impazziro di fronte all'inimmaginabile luce dei quasar.Non vedro mai albe di nuovi pianeti ne tramonti di antiche civilta'.
Sogno di attraversare i secoli in un freddo sarcofago,nel gelo siderale.Scoprire quello che nessuno mai puo'immaginare,fino a far terminare il senso del tempo.Rimanere li,anche quando il nostro pianeta non esistera piu,e il nostro vecchio sole si sara spento da tempo.
Un tempio eterno e galleggiante.Come quello immaginato da Otomo in "Memories".
Invidiero'per sempre il povero androide di Blade Runner,che visse piu di tutti noi senza aver mai vissuto.
Nessuno ha mai visto nulla della realta'.Nessuno sa cosa sia la realta.Conosciamo soltanto e solamente la squallida scenetta delle nostre vite e seguiamo il povero canovaccio delle nostre conoscenze.Noi poveri stronzi a parlare ancora di Dio,dovremmo inchinarci di fronte all'infinita' del nulla.

domenica 9 marzo 2008

Il sarcofago di ghiaccio


Che la fine del mondo si avvicini a grandi passi non e' una novita'.
O meglio ancora...la fine dell'umanita'.Gia',perche parlare di fine del mondo.In qualsiasi caso la terra continuera a girare su se stessa benissimo anche senza di noi.Anzi forse meglio,senza parassiti disperati che si sentono addirittura figli di Dio,a rincorrersi sulla superfice.
La faccenda in ongi caso e' seria.Negli ultimi anni l'attenzione verso presunti sconvolgimenti climatici prossimi venturi e'molto alta.
Non so quanto ci vorra',ma e' sicuro che la civilta' come la conosciamo noi e' destinata a spegnersi.
Poco male.
Qualcuno pero' pensa ad un futuro post-cataclisma.
Come prima si diceva,anche senza la civilta' umana,la terra continuera'la sua vita,e questo deve aver fatto pensare ad una possibilita' di un ritorno dell'uomo.
Isole Svalbard.Arcipelago sito nel circolo polare artico.
Qui si trova una sorta di caveau ricavato nel profondo di una montagna.Rinforzo in cemento armato e calcestruzzo,un tunnel di oltre 130 metri,porte blindate e terribile clima polare a difendere una fredda e silenziosa tomba impiantata nel profondo del permafrost,destinata a conservare per migliaia di anni spore e semi vegetali,di tutte le specie vegetali conosciute.
Nel futuro post nucleare,post cataclisma naturale,post ira divina,post qualsiasi cosa,una piccola comunita' di eventuali sopravissuti potra far rinascere l'agricoltura,e far ricominciare di nuovo la storia,
Una banca della vita,come estremo tentativo di garantire un futuro al genere umano,anche quando non dovrebbe essere piu possibile.
Questo sarcofago del giorno del giudizio,fa capire quanto tutto si regga su fragili equilibri.Basterebbe pochissimo,qualceh variazione di grado,e scioglimento di ghiacci,a far scomparire specie intere e colture,e con loro anche gran parte del nostro sostentamento.
Ma anche senza uomini in circolazione sulla crosta terrestre,rimarra per sempre li,un mausoleo di ricordi,di quando la terra era diversa,brulicante,e quando anche vite silenziose e piene di dignita' popolavano il pianeta.
Ad ogni modo se ci sara ancora vita nel futuro,questa emergera' dai ghiacci.

sabato 8 marzo 2008

Pittura dell'anima


Avvicinarsi al sacro per forza di cose e' un passo verso il mistero.
NOn c'e miglior termine per cercare di definire la dimensione delle domande che non devono avere risposta.Quelle che riguardano le nostre fondamenta,di cui non vediamo il fondo.
Ho sempre visto un terribile equivoco nel pensare all'assoluto,alla dimensione religiosa come qualcosa di luminoso,un luogo dove trovare risposte certe,e confini gia tracciati.
L'unica risposta e' quella che non dobbiamo ricevere.Quella che ci farebbe precipitare verso un fondo che non c'e.Guardare ad una improbabile base dell'esistenza e' l'inizio del percorso verso mille sentieri interrotti.
Esiste uno strumento che ci inizi alla strada giusta?Qualcosa che non sia simile a due legni inchiodati,figure parlanti e antropomorfe,principi sterili per insetti e cartaccia?Un strumento atto a farci rimanere soli con noi stessi e il nostro mistero pulsante?Una chiave che ci aiuti a intraprendere la strada del'annichilimento,dello zero assoluto dello spirito,dell'assenza di gravita'dell'anima?

Mark Rothko inizia a dipingere giovanissimo.A 15 anni la prima mostra.a 20 la prima personale a Portland.Il giovane artista Lettone e' subito attratto dall'astrattismo e dalle porte che questa chiave puo' aprire.
Nel corso della sua tormentata ricerca approda a quel suo stile inconfondibile ,una vera pittura dell'anima,dove campiture di colore sono le dita che movono le corde che si distendono dentro di noi.
Essere attraversati da infiniti campi di colore,e' una esperienza che leva la terra da sotto i piedi e finalmente fa perdere le inutili coordinate che un uomo puo' avere.Un linguaggio universale che parla all'arcano,senza richiami a inutili archetipi e forme.Essere avvolti da puro palpito e propagazione e'pura attivita' psicoattiva.

Esiste a Huston una cappella agnostica (o multireligosa?).Un luogo dove si puo' guardare dentro se stessi,in una metropolitana meditazione.A ornare questa cappella sono 14 pannelli neri dipinti da Rothko.Neri come il buio pesto che alberga dentro l'essere umano,e come il fondo dell'universo che nessuno vedra mai.Disposte nel silenzio di una chiesa,finalmente dell'umanita',che senza umani e super umani,parla finalmente dell'infinito e cieco vagare.Li si raggiunge il massimo livello di pittura religiosa.
Nel 1970 Rothko si taglia le vene,e in quel fiume rosso lucente e' precipitato per sempre in una delle sue piu buie tele,alla ricerca di quella risposta che nessuno dovra' mai ricevere.

domenica 2 marzo 2008

Gioventu' di ferro



"Quindici anni fa quando/lo stato era in rovina/si prendevano gioco delle nostre tradizioni/ma ora ci siamo rialzati/ora andremo avanti senza problemi/se ce ne saranno ancora saremo forti/come i nostri nonni durante la guerra"
Questo e' un rap che oggi si puo sentire in Russia.
Mi sembra parli da solo,riguardo il clima che oggi si puo' vivere tra le fila della gioventu' Russa.
Una rinascita economica e politica decisa, sta svegliando anche le coscenze di migliaia di ragazzi che oggi vivono il proprio tempo con orgoglio e forza.
Questa gioventu di ferro ha un solo padre.Vladimir Vladimirovič Putin.
Un uomo d'acciaio,l'unico in grado di portare la Russia nuovamente dov'era un tempo..anzi in un luogo migliore.
L'ex colonnello del KGB e' il leader che ogni nazione dovrebbe avere.Deciso,senza paura di essere biasimato,decisionista,legato alla propria storia e con i pantaloni ancora ben saldamente allacciati.
Oggi mentre il mondo umilmente abbassa la testolina,inghiottendo,sperando nel quieto vivere di suddito,Putin si schiera apertamente dalla parte della sovranita e dell' identita' nazionale,e guarda bene in faccia gli USA senza distogliere lo sguardo.
Mi sembra dovuto che le nuove generazioni scoppino d'orgoglio.Mi sembra anche chiaro che la giovane Russia oggi non abbia nessuna paura di cadere nel politicamente scorretto.I Nashi (I "nostri",come viene chiamata la "gioventu' Putiniana")sono sempre presenti quando serve,Sono un gruppo ben organizzato e unito,estremamente fedele e devoto al nuovo Zar.Combattono per il proprio paese e per la propria identita'.pronti a mettersi in gioco pesantemente per la loro causa.Mentre l'opposizione piagnucola sentendosi minacciata e denuncia metodi da "Hitlerjugend",la Russia ha gia trovato una generazione pronta a prendere in mano il timone della propria nazione.
il movimento dei Naschi e' oggi una sorta di faro e alternativa alla gioventu' gommosa modiale e nonostante alcune uscite da neocons,gode della mia incondizionata stima.
Cosi come il presidente Putin.
Bello vedere come ci sia ancora del sangue che scorre nelle vene e della vita che pulsa nei cuori.

sabato 1 marzo 2008

Freddo e buio


Ci stiamo tutti dimenticando una cosa fondamentale.
La vita e' fatta anche di tragedie.E soprattutto ci stiamo dimenticando che l'uomo e' fatto per rompersi.
MI sono scoperto a rifletterci nelle occasioni di morti sui tavoli operatori.Vite spente sopra un freddo e lucente tavolo d'acciaio,e spesso per banali operazioni di routine.
Chiaramente scatta la rabbia verso i medici incompetenti.Lo capisco benissmo da parte della famiglia.Ma il problema e'l'opinione pubblica.
Essere medico non significa essere infallibile.Non e'previsto nel ruolo dell'uomo essere infallibile,mentre e' previsto che l'uomo sia fatto per andarsene facilmente.E per quanto un medico possa essere bravo,ogni operazione chirurgica e'in realta' una sorta di sfida alla natura.Un modo di nuotare contro la corrente della vita.Capisco benissimo che faccia male,e che spesso ci sia una responsabilita' oggettiva da parte dei medici,ma attribuendo le colpe solamente a loro,dimentichiamo la fragilita' della vita stessa.Sempre piu difficile e'l'accettazione del fatto che il dramma possa colpire senza una mano insanguinata.E in questo vedo sempre piu bisogno di colpevoli.
Cronaca di questi giorni e' il ritrovamento dei corpi dei due ragazzini scomparsi 20 mesi fa.Il buio di una profonda cisterna ci ha restituito in tutta la sua drammaticita'la nostra fragilita'.
In carcere,a pagare,da molti mesi c'e il padre.
Personaggio impulsivo e manesco ci dicono i giornalisti.Di sicuro l'orco perfetto e il mostro della situazione per l'opinione pubblica.Dall'inizio di questa storia e' stato subito chiaro,se un colpevole doveva esserci,quello era di sicuro lui.
Oggi,con il ritrovamento dei corpi,emerge la sensazione,che molto realisticamente,si tratti di un incidente,una triste disgrazia.Proprio per il motivo stesso che non e' bisogno di mostri per le tragedie,ci troviamo davanti all'atroce dubbio di aver gridato al colpevole senza fare i conti con la realta'.
Spesso parlando con la gente,vedo che non c'e volonta' di accettare la fatalita',ma c'e la voglia,il bisogno di guardare l'orco in faccia.Sembrano essere dispiaciuti nel scoprire che forse,non c'e nessun barbablu da impiccare e da insultare.
Leggendo i giornali:"i ragazzini caduti nella cisterna cercando di sfuggire al padre."
Non si rinuncia all'idea della creatura del male che insegue con le bave alla bocca i bambini.
Oggi invece si fa sempre piu strada l'ipotesi della caduta accidentale.Un incidente durante un gioco.Come se non fosse mai successo un fatto simile poi...anzi,e' successo proprio la sera del ritrovamento.Un ragazzino,uno dei tanti che frequentava quello strano posto,cade nello stesso foro ma ha la fortuna di non essere solo,e gli amici chiamano aiuto.Inutile poi rievocare gli spettri del Vermicino.
Ma intanto i giornali non mancano di precisare che il padre e' vicino di cella di Angelo Izzo.
Magari alla fine il mostro c'e davvero,chi lo sa,e in fondo a questo punto,anche se fosse,chi se ne frega.
Il punto e' che l'opinione pubblica,non e' piu allenata al dramma della vita.La gente ha bisogno di assassini,di cause che precedano le conseguenze.Qualunque cosa che faccia dimenticare la caducita' spontanea della vita.Una cosa e'certa.Quei due ragazzini hanno fatto una fine tremenda.
E mentre fuori si scatenava il circo delle accuse,dei babau,delle testimonianze confuse,delle ricerche in mezza Europa,la vita che si spegneva,si rivelava cinica e fredda come il buio fondo di una cisterna.