venerdì 26 settembre 2008

La strada


"E' la mia città e qui comando io.
E per le strade io mi sento un Dio."
ARMCO



La strada ha un profumo che punge.E come se mille sassolini ti si annidassero nel naso.
Quando sei seduto sul bordo del tuo marciapiede,e distrattamente sgretoli la crepa del suo bordo,il sole ti sbatte in bocca quel tipico sapore sporco.
La ruvida pelle dell'asfalto:non la smetteresti mai di accarezzare.A volte sembra morbida,quando ti scotta sotto le mani.Le cuffie ti pompano la testa
e appoggiato ai gomiti,ti godi il panorama della tua strada.Le notti d'estate sono cosi dolci,quando le passi li.L'aria fresca che si gonfia
nei campi arriva fino a te,e steso nel campetto da calcio,ti si fissa nella mente quella visione:ragazzi che si inseguono ridendo,stelle e la tua strada.
Passi i pomeriggi a fare ben poco.Basta nulla e volano gli schiaffi.Ti rotoli sulle foglie rosse e lo sbruffone di prima ora ha i vestiti strappati e il viso rosso,
ma tra poco tanto passa tutto.Il sole ora e' troppo basso e tanto domani ci troviamo qui di nuovo,sulla nostra strada.
E notte fonda e il ghiaccio ha fatto una lastra.Nessuna auto da ore e noi poveri stupidi a cadere a terra ogni due passi.Una luce bianca e poco altro.
Sotto il primo portico aspettiamo la neve mentre la notte si fa sempre piu profonda.Le labbra bagnate e le mani tagliate dal freddo.Perche non andare a casa?
Perche quella e' la nostra strada.
Passano gli anni,ma siamo sempre li.

giovedì 25 settembre 2008

Il sesso e' triste...




"Il gesto dell'uomo crea armonia o disarmonia nell'universo e il nostro sesso, da gesto che compone, può diventare dissolvenza non tanto di noi, ma del cosmo che non ci ignora." Umberto Galimberti



Non ci si nega mai al sesso.Costretti dal dibattersi della carne sulle nostre ossa.
Evento comune di vite comuni.Eppure a pensarci,quanta decadenza c'e in ogni corpo che per qualche istante
si trova immerso in un altro.
Il sesso a pensarci bene e' triste...
Triste quando ci sono racchiusi ricordi,pomeriggi tiepidi di sole che entra dalle persiane.
Nella calma del post orgasmo,piccole particelle di polvere galleggiano nella luce che arriva dal salotto.
Triste quando dopo ci si trova soli anche accanto a qualcuno.
Triste quando non c'e nulla in mezzo a due corpi.MA anche quando c'e un sentimento ad ammorbidire tutto.
Triste se lo fai per scappare da qualcosa.
Triste se lo fai per sentirti vivo.
Per dimenticare.
"Solo pompini,ho un ragazzo che mi aspetta in Austria"
Triste quando vorresti fosse solo sesso,ma poi non e'così.
Per provare a vedere che succede.
Per non sentirti solo.
Perche va bene così.
"Accendi la luce"
Per sentirsi bagnati,per asciugarsi l'uno addosso all'altro.
Incontri che non si consumeranno mai.
Incontri che verranno dimenticati presto.
Trovarsi in bagni sporchi con i vestiti per terra.
Addormentarsi subito dopo.Appoggiarsi a piastrelle fredde.
Farsi schifo da soli.sorridere.
Bagnare il pavimento.Provare a pisciare.
Pensare a qualcun altro mentre lo fai.
Prima di dormire.Appena svegli.
Con la nebbia che mura le finestre.
"Mi piacciono molto quelli piu giovani"
Guardare e basta pensando ad altro.
Il sesso ti scaraventa sul vetro della realta'.ti fa sentire che c'e qualcosa,se mai hai pensato non ci fosse.
Succhiare,sputare,schiaffeggiare,soffocare e raramente ridere.
Occhi gonfi,bave alla bocca,denti,unghie pelle calda e umida.
Il sesso e' lotta contro se stessi.
Che sesso e' senza sopraffazione.
"Ma che stiamo facendo"
Il sesso puo essere quello che vuoi,ma in fondo e' sempre malinconico,quando poi te ne vai
affrontando al gelo e con le mani in tasca,una strada lucida dove non c'e mai nessuno.

mercoledì 17 settembre 2008

Riflessioni su me stesso


"Un uomo solo e' sempre in cattiva compagnia"
Valéry


Non se ne esce purtroppo.Mi ritrovo qui a cercare di trovare una soluzione.
Ricordo che da bambino mia madre mi guardava triste mentre stavo seduto nelle piccole giostrine,quelle che girano
su se stesse,quelle sempre vuote,con i cavallini cosi inquietanti.Mi guardava triste perche non mi divertivo.Non ero felice.Non ridevo.
PErche?non lo so.Eppure non stavo male,ero un bambino sereno nel suo isolamento.Una solitudine con il sorrisetto sulle labbra.
La maestra delle elementari si preoccupava perche socializzavo poco, e non andava bene."Federico,ma non hai degli amichetti dove vivi?"
e io sorridendo "no ma mi diverto tanto".
Poi arrivano i compagni di una vita e tutto il resto.Tutto e' sereno,eppure non riesco a sentirmi parte di qualcosa.
Non sono felice,ma di sicuro sereno.
La felicita poi l'ho vissuta.Forse era meglio non averla mai conosciuta,perche oggi che non c'e piu,la mia solitudine non e' piu serena come
quella del me stesso fanciulletto.Oggi e' tutto piu amaro.Oggi sono qui che non riesco a trovare la strada,che cerco cose impossibili,che non trovo la forza
di inseguire obiettivi,che rinuncio a beni preziosi perche ho ancora troppe ferite ch bruciano al sole.
Oggi sono qui che cerco di capire bene chi sono veramente.Non ho piu obbiettivi,motivi,sostegni.sono semplicemente qui.A pulsare sangue nelle vene
ad aspettare qualcosa.Mi ritrovo a cercare frammenti di compagnia,a ringhiare contro tutto e tutti,e a volte a non alzarmi dal letto.
Mille frasi mi rimbombano in testa e nessuna che mi aiuti a capire:
"Abisso sei cambiato"-"Abisso ci mettessi una vita intera,io ti tagliero la gola"-"Abisso mi dispiace ma sei un violento"_"Abisso ti stai isolando dal mondo"
"Abisso non stai bene si vede"-"Abisso spacchiamo tutto"-"Abisso sentiro' parlare di te"-"Abisso vorrei non averti mai conosciuto"-Abisso Abisso Abisso..
Avra pure un senso questa parola.Una destinazione piu che una provenienza.Resta da vedere come sia il fondo di questo abisso.Un asfalto caldo con il mio
sangue che cola,un campo battuto dal vento e la mia pelle che brucia,un corridoio di ospedale,un letto condiviso al mattino presto,lo sguardo amorevole
di qualcuno
il fango,una mano stretta nella mia...chissa.
Intanto preparamoci ad affrontare l'inverno,sperando che congeli la mia anima.