martedì 16 dicembre 2008

La donna piu bella del mondo




domenica 7 dicembre 2008

Ventisette anni e un giorno



Tipo
Morire e nascere ogni giorno.Dimenticare un giorno grigio,un dolore acuto,una sorpresa,una carezza.Ma anche dimenticare i visi ,i sorrisi,i profumi.
Nessun dolore ad accompagnare un risvglio ma nemmeno una certezza,un amore.Solo una bella distesa sconosciuta di volti e stanze.
Henry Gustav Molaison dagli anni 50 viveva cosi.Stupendosi ogni giorno.
Dopo un trauma da caduta e una operazione al cervello qualcosa si e' rotto nel liquido meccanismo memonico.
L'incapacita' di ricordare.
Non e' facile calarsi nei suoi panni.Certo,ci sono momenti che pagheresti per essere come lui...poi ci pensi un secondo su e lo neghi a te stesso.
I suoi unici ricordi erano i suoi primi ventisette anni.
Addormentarsi nemmeno trentenne e svegliarsi cinquantenne,sessantenne,settantenne e cosi via...ogni giorno ritrovarsi diverso e solo ieri un ragazzo.
Eccolo l'uomo che ha vissuto una eterna giovinezza e un giorno in piu solo.
Un giorno che e' durato cinquant'anni.

Quando alice ruppe lo specchio


Un sogno con la pellicola sporca.Un sogno in riversato video e di bassa qualita'.E io spettatore dentro il film.
Muri scrostati,carta da parati ingiallita e ammuffita.Padelle a raccogliere perdite d'acqua.Coperte color ocra e grigio scuro
su di un letto sfatto.Odore di roba da mangiare e stracci lasciati ad asciugare davanti ad una stufa.Se non siamo nella piu
triste Germania dell'Est allora non so dove siamo..
Una prostituta grassa,si vedono i suoi capelli rossi scendere sulle spalle lentigginose,un viso orrendo,sporco,addirittura irsuto,che nemmeno
Fulci ubriaco..
Un uomo grasso,lurido,sopra di lei con il suo faccione spento e lo sguardo inebetito.Nessun suono in questo malato film nella mia mente.
Un movimento della pellicola,una messa a fuoco,qualche taglio,bruciature ai lati.
Buttergeit apprezzerebbe tantissimo.
Carne strofinata,lingue,bave,occhi capottati,muti grugniti.
Alla fine dell'osceno e inutile amplesso,comincia la malattia vera.Nello sguardo dell'uomo non si legge nulla di umano,forse una leggera paura di quello che sta
per fare mentre si allaccia i pantaloni marroni sudici e bagnati.
La donna e' qualcosa che non vorrei guardare ma il sogno ha deciso il contrario.
Il primo suono a udirsi in questa psico-pellicola e' l'urlo della donna a cui l'uomo sta scuoiando la faccia.Non ne intuisco il metodo ma vedo strappata
questa orrenda faccia e gettata a terra.Un urlo di Munch viscido,umidiccio,rosso..La pelle come una maschera si affloscia e con lei anche l'urlo della donna,come se si schiantasse addosso ad una spugna.
Rimane la vischiosa mucosa insanguinata della pelle interna,li afflosciata sul pavimento.
Mi sveglio e sono le 17:30.Ora di muoversi e di andare a lavoro.

boh....